Piede Piatto

Piede Piatto nel bambino.

Il piede piatto rappresenta il motivo più comune di visita ortopedica nell’infanzia, in quanto è una deformità molto frequente nel bambino, che crea abbastanza preoccupazione ai genitori.

Bisogna preoccuparsi?... e che cos’è il piede piatto?

Prima di tutto è fondamentale chiarire che un piede piatto è normale fino ai 10 anni.

In assenza di patologie, si nasce con il piede piatto e si tratta di un normale fenomeno fisiologico.

Avere un piede piatto significa che morfologicamente il nostro piede presenta una riduzione della volta plantare (cioè dell’arco interno) e un valgismo del retropiede (cioè il tallone va verso l’esterno) con uno stato prevalente di pronazione (cioè di rotazione del piede all’interno) durante la deambulazione.

Che trattamento ci consiglia per il piede piatto nel bambino?

Solitamente il piede piatto nel bambino è asintomatico, ma può causare stanchezza o dolore locale dopo che il bambino ha svolto attività fisica.

È per questo che durante la visita specialistica ortopedica è importante differenziare un piede funzionalmente piatto (strutturato o rigido) da uno lasso o fisiologico.

In caso di piede piatto rigido bisogna escludere che il bambino non presenti patologie congenite (per esempio sinostosi tarsali o sindromi malformative complesse), malattie sistemiche che provocano lassità (Marfan, Ehlers-Danlos), così come patologie neuromuscolari (paralisi cerebrali infantili, miopatie, distrofie).

Se alla fine la causa è idiopatica (cioè sconosciuta) si può trattare la deformità, in modo conservativo, con l’utilizzo di plantari o calzature con rinforzi, senza dimenticarci e soprattutto sfatando un mito: “che i plantari non hanno nessuna finalità correttiva” ma solo antalgica e di sostegno dell’arco.

È quindi necessario associare altre opzioni terapeutiche come il riposo, modifica dell’attività fisica, crioterapia, ecc. per migliorare la sintomatologia del nostro piccolo paziente.

È possibile operarsi e che tipo di intervento chirurgico?

Di solito non è indicato l’intervento prima degli 8-10 anni e comunque ogni caso viene valutato in modo specifico e consensuale con la famiglia.

In caso di persistenza del dolore e davanti ad un quadro di piede piatto rigido si può ricorrere al trattamento chirurgico, la cui tecnica varia a seconda dell’età del bambino, della gravità e della localizzazione della deformità, con la possibilità di utilizzare una chirurgia mininvasiva (endortesi), osteotomie correttive o procedute a carico del tendine d’achille.

Scopo del trattamento chirurgico nel paziente pediatrico è quello di ridurre o eliminare il dolore, ridurre la deformità anatomica e di ripristinare una corretta biomeccanica del piede.